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COM'E'
FATTA LA CARROZZINA DA TENNIS |
| Dimensioni:
esistono in commercio misure standard ma abitualmente il giocatore richiede
una sedia costruita su misura. Assetto delle ruote: le ruote, di materiale simile a quello delle biciclette da competizione, sono assemblate alla carrozzina con una campatura che può variare dai dieci ai venti gradi circa. Questo consente di vincere la forza centrifuga per la forte sollecitazione velocistica nei cambi di direzione. Compattezza: la sedia da tennis deve diventare come una parte aggiunta del nostro corpo, deve perciò avvolgere il giocatore e rendere il binomio atleta-carrozzina il più compatto possibile. Assetto posturale seduta: dipende in gran parte dalla stabilità del tronco e cambia da soggetto a soggetto in relazione alla muscolatura residua del giocatore, esso sarà tanto più incassato quanto più ci sarà necessità di offrire stabilità al tronco. Materiali: l'industria e la tecnologia offrono oggi grosse opportunità per unapplicazione mirata e consona alle esigenze di robustezza e leggerezza; un esempio sono le leghe in alluminio, in accidio leggero, in titanio ecc. che costituiscono i vari telai delle sedie da tennis. Scorrevolezza, maneggevolezza: essere in grado di raggiungere la pallina nelle varie zone del campo durante le fasi di gioco può dipendere, oltre che dal possesso di buona tecnica e preparazione fisica, dal poter contare su un buon attrezzo con cui spostarsi, che posso rispondere il più sollecitamente possibile ai cambi di direzione, ai bruschi arresti o ai semplici assestamenti che possono essere dati con semplici spostamenti del tronco. |
| IMPARIAMO
A GIOCARE - I PRIMI ESERCIZI SUL CAMPO di Claudio Rigolo e Gianluca Vignali E adesso in campo. Proseguiamo il nostro approccio al tennis a due rimbalzi con le prime esercitazioni che ci daranno indicazioni sugli aspetti coordinativi e sulle capacità motorie di chi sta imparando. Bisogno conoscere gli attrezzi: la carrozzina, il campo, la pallina. Acquisire familiarità con tutti questi nuovi elementi richiede molta attenzione, per questo motivo bisogna far conoscere e provare agli allievi le sensazioni che si provano entrando in contatto con questi nuovi elementi. Cominceremo dapprima con la carrozzina, allinizio semplicemente muovendosi nel campo (ricordiamo che la carrozzina da gioco si differenzia in maniera netta da quella da passeggio), successivamente vicino alla rete, poi lungo le linee e in obliquo. Infine inserendo giochi molto semplici come ad esempio percorrere slalom tra i birilli, piccole gimcane, ecc. |
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| Così
facendo si permette anche di acquisire le reali dimensioni del campo.Il
passo successivo sarà quello di abbinare esercizi propedeutici al tennis
che prevedono luso della pallina. Questo anche per soddisfare
le due esigenze fondamentali per lapprendimento motorio: le sensazioni
propriocettive e laspetto ludico del gioco. In questa fase infatti,
gli stessi esercizi che vengono svolti singolarmente verranno ripetuti
in coppia sotto forma di gioco. Partiamo dal semplice lanciare, afferrare, lasciar cadere e quindi riafferrare la pallina con entrambi gli arti, dapprima stando fermi e quindi effettuando piccoli spostamenti.Gli stessi esercizi bisogna ripeterli in coppia dando però alcuni obiettivi semplici, ma al contempo piuttosto stimolanti.Ad esempio si può far lanciare e successivamente afferrare la pallina, sia dopo il primo rimbalzo sia dopo il secondo, preludio di quello che avverrà in seguito giocando a tennis. Tenendo sempre ben presente quali sono i veri obiettivi, le esercitazioni che si possono adoperare sono molteplici e con un po di fantasia e creatività possiamo ogni giorno inventare nuove interessanti esperienze da far vivere ai nostri allievi e al contempo consentendo loro di migliorare in destrezza. In questo modo si imparerà a giocare a tennis più velocemente. |