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Tratto da "Feder Sport Disabili News" mensile della FISD - Anno 8 num. 2 /Marzo 2000

UNA "VECCHIA" VOLPE A CACCIA DI CANGURI
di Enrico Biancotto

E visto che abbiamo nominato le Paraolimpiadi, parliamo ora di questo e di altro con Claudio Rigolo (Sport Insieme Livorno), numero uno nelle classifiche italiane da ormai diversi anni. Mazzei ha vinto i C.I. indoor, è il primo italiano nelle classifiche internazionali, ha vinto un torneo in Malesia... sarà sempre più difficile batterlo ? "Bè... si, ha meritato di vincere agli Indoor di Cuneo, sta giocando molto bene, è giovane ed è in continua crescita, ma se ci ritroviamo di fronte in torneo non deve essere troppo sicuro di battermi, ho ancora tanta voglia di giocare a tennis e non ho nessuna intenzione di mollare per adesso."
A Cuneo lo hai avuto di fronte come avversario, ma nel tour che avete appena concluso in Australia, Nuova Zelanda e Malesia, lo hai avuto come compagno di doppio, quali indicazioni sono emerse da questi tornei in vista di Sidney? I primi delle classifiche mondiali sono così lontani ? In singolo forse sì. Sono troppo forti ancora per noi, ma in doppio le distanze non sono cosi abissali. Nel torneo che abbiamo disputato ora a Sidney, siamo stati sconfitti in semifinale dalla coppia campione dei Mondo (Mollier-Stuurman) solo al terzo set. Negli altri tornei abbiamo poi giocato un'altra semifinale ed un quarto di finale. In doppio non ci lasciamo intimorire da nessuno.
Se effettivamente parteciperete alle Paraolimpiadi di Sidney, quali saranno i vostri obiettivi ? Intanto voglio dire che io sono nato a Sidney, ne sono stato lontano per quarant'anni ed in questi ultimi anni ho sempre sognato di ritornarci come atleta convocato per le Paraolimpiadi. Ora, anche se ci sono tornato in occasione di questo tour di tornei in Australia, la convocazione per Sidney assume per me un significato particolare, un sogno che si avvera. In prospettiva è comunque stato importante giocare su quelli che saranno i campi delle competizioni paraolimpiche, provare la superficie di gioco, conoscere l'impianto. E a questo proposito voglio sottolineare che gli australiani sono eccezionali: impianti magnifici e organizzazione perfetta. A Sidney funziona tutto alla perfezione, penso che sarà un'altra storia rispetto ad Atlanta'96. Per quanto riguarda i nostri obiettivi, come dicevo prima, in singolo ci sono giocatori molto forti, difficili da battere, ed un grosso risultato potrebbe essere raggiungere i quarti di finale. In doppio mi sbilancio e dico che io e Mazzei potremmo anche riuscire in qualcosa di meglio. Molto dipenderà anche dal tabellone, da chi ci capiterà affrontare nei primi turni, dallo stato di forma nostro e degli avversari, da eventuali infortuni. Insomma sono molte le variabili, ma perché mettere limiti alla provvidenza ?! Sarà comunque molto importante riuscire ad arrivare a Sidney con una buona preparazione e cercando di migliorare la nostra intesa in doppio giocando molti tornei insieme.
Se veramente il tuo sogno era quello di essere convocato per le Paraolimpiadi di Sidney, probabilmente si avvererà. Ma non è che dal 2001 il tuo sogno non diventa partecipare a quelle di Atene 2004 ? Bè, se proprio me lo chiedi ti confido un segreto: il mio vero obiettivo è quello di diventare il più vecchio atleta paraolimpico della FISD di tutti i tempi.


Tratto da "IL TIRRENO" quotidiano - 3 Novembre 2000

SYDNEY, È STATA UN'ESPERIENZA INDIMENTICABILE CI HANNO FERMATO SOLTANTO I PIÙ FORTI DEL MONDO
Intervista rilasciata a IL TIRRENO da Claudio Rigolo


LIVORNO. Non erano ancora passate 24 ore dal suo rientro da Sydney, dove aveva presso parte alle Paraolimpiadi, quando abbiamo incontrato il livornese Claudio Rigolo, palesemente soddisfatto per l'esito di questa sua nuova avventura olimpica. "E'andato tutto bene - ci ha detto Rigolo - Fabian Mazzei e il sottoscritto, unici due tennisti della spedizione azzurra in Australia, ce la siamo cavata piuttosto bene."






Che risultati avete ottenuto? "Abbiamo superato i turni iniziali, sia in singolare che doppio, prima di imbatterci nei grandi favoriti. In singolare ho perduto con l'olandese Molier numero due del mondo, e nel doppio, assieme a Fabian, siamo riusciti a tener testa agli stratosferici australiani David Hall e David Johnson, rispettivamente due e sei del ranking dei cinque Continenti, David & David, come li chiamano laggiù."
Da chi è stata vinta la finale del singolare? "Da David Hall, che ha battuto il leader mondiale Welch (Usa) in un match strepitoso conclusosi al terzo set, davanti a 12 mila spettatori."
Soddisfatti della vostra prestazione ? "Moltissimo, ma contro i due australiani Hall e Johnson, arresisi poi in finale contro i mostri olandesi Molier e Amerland, non c'era proprio niente da fare."
Gli incontri di tennis sono stati molto seguiti? "Il campo centrale, sia nella finale del singolare che in quella del doppio, era gremito, ben 12 mila spettatori ogni volta. Anch'io ho giocato due gare sul centrale ed ogni volta gli spettatori erano almeno 10 mila."
Che posizione occupate attualmente tu e Fabian Mazzei nel ranking mondiale del tennis a rotelle? "Mazzei 30esimo ed io sono al 40esimo posto."
Con quali azzurri avete familiarizzato di più? "Con la Carrarese Anna Monconi, che ha conquistato l'oro nel tiro dell'arco a squadre, e con la schermitrice Mariella Bertini, che vinse l'oro ad Atlanta, ma che questa volta è rimasta purtroppo lontana dal podio."
Per tornare al tennis di casa nostra, che cosa puoi dirci del torneo su wheelchair che si disputa annualmente a Livorno? "Ottime notizie! Il nostro torneo che si svolgerà, come al solito, nella prima settimana del settembre 2001 sui campi della Cooperativa Libertas Sport, è cresciuto ancora di quotazione, diventando un Championship Series One. In altri termini la competizione della nostra città è seconda per importanza solo rispetto ai due Superseries che si giocano annualmente: uno in Inghilterra l'altro negli Stati Uniti. Il torneo livornese ha raggiunto quelli di Parigi, Nottingham e San Diego in California."